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Questa ricerca indica il ruolo del CBD nella gestione delle crisi epilettiche

L’impatto del lisofosfatidilinositolo (LPI) sulla forza dei segnali neurali nell’ippocampo è inibito dal cannabidiolo (CBD). Questo spiega perché il CBD si è rivelato efficace nel trattamento dell’epilessia, in quanto riduce i segnali associati alle crisi epilettiche.

Fonte: Università di New York.

La New York University è diventata una rinomata istituzione di apprendimento, che offre una vasta gamma di corsi e programmi. È rispettata per i suoi elevati standard accademici e offre un ambiente stimolante sia per gli studenti che per i docenti. Gli studenti beneficiano di un’ampia gamma di corsi disponibili e di una grande varietà di risorse educative e culturali. L’università ha anche un forte impegno nella ricerca, e offre a docenti e studenti l’opportunità di sviluppare la comprensione e la conoscenza dei rispettivi campi.

Una ricerca ha scoperto un nuovo modo in cui il cannabidiolo (CBD), un componente della cannabis, è in grado di ridurre le crisi in molti casi di epilessia pediatrica che non rispondevano al trattamento.

I ricercatori della NYU Grossman School of Medicine hanno condotto una nuova indagine che ha scoperto come il CBD sia in grado di prevenire i segnali inviati dal lisofosfatidilinositolo (LPI). Questa molecola, tipicamente presente nei neuroni, si ritiene che nella sua forma normale potenzi i segnali nervosi, ma può essere usata in modo negativo per provocare crisi epilettiche.

Un articolo pubblicato su Neuron il 13 febbraio ha confermato una precedente scoperta secondo cui il CBD riduce la capacità dell’LPI di intensificare i segnali nervosi nell’ippocampo. Questa nuova evidenza suggerisce che l’LPI riduce anche i segnali che servono a prevenire le crisi epilettiche, dimostrando ulteriormente i vantaggi del trattamento con il CBD.

Richard W. Tsien, presidente del Dipartimento di Fisiologia e Neuroscienze della NYU Langone Health, ha sottolineato che i risultati dello studio arricchiscono le conoscenze esistenti su un meccanismo chiave che induce le crisi epilettiche e potrebbero essere utili per lo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche.

Tsien ha poi aggiunto che lo studio ha chiarito non solo il modo in cui il CBD combatte le crisi epilettiche, ma anche il modo in cui i circuiti neuronali sono bilanciati all’interno del cervello. Ha detto che questa ricerca potrà avere un’applicazione più ampia, in quanto rivela squilibri analoghi a quelli osservati nell’autismo e nella schizofrenia.

Il percorso circolare della malattia

Si crea un circolo vizioso quando un disturbo è responsabile dell’insorgenza di un’altra patologia.

I risultati della ricerca si basano sul modo in cui ogni neurone trasmette un impulso elettrico lungo la propria estensione fino a raggiungere la sinapsi, che funge da collegamento tra la cellula corrente e quella successiva nel percorso neurologico. Quando l’impulso raggiunge l’estremità della cellula appena prima della sinapsi, induce il rilascio di neurotrasmettitori, che attraversano vanno ad influenzare la cellula successiva.

Quando i neuroni interagiscono, possono essere stimolati (eccitazione) o inibiti (inibizione). Mantenere l’equilibrio tra i due è fondamentale per le prestazioni del cervello; un’eccitazione troppo elevata può portare a crisi epilettiche.

I ricercatori hanno studiato diversi modelli di roditori per analizzare le cause delle crisi, normalmente misurando i flussi di corrente elettrica con sottili elettrodi.

Gli esperimenti hanno confermato le precedenti scoperte secondo cui l’LPI ha un effetto sui segnali nervosi collegandosi al recettore G-accoppiato 55 (GPR55) sulle membrane dei neuroni. È stato stabilito che questa interazione sinapsi LPI-GPR55 innesca il rilascio di ioni calcio all’interno della cellula, stimolando così la cellula a rilasciare glutammato, che è il principale neurotrasmettitore eccitatorio.

Gli autori sottolineano che quando la proteina LPI, che si lega ai lipidi, attiva la GPR55 sul lato opposto della sinapsi, indebolisce l’inibizione riducendo la quantità e la corretta formazione delle proteine necessarie per l’inibizione. Questo crea quello che gli autori descrivono come un “pericoloso” meccanismo a due punte che aumenta l’eccitabilità.

Nella loro ricerca, i ricercatori hanno scoperto che l’eliminazione del GPR55 dai geni dei topi o la somministrazione agli animali di CBD di origine vegetale prima dell’esposizione a stimoli convulsivi riduceva gli effetti della LPI sulla trasmissione sinaptica sia eccitatoria che inibitoria. Studi precedenti avevano indicato che il GPR55 potrebbe essere un bersaglio del CBD per ridurre le crisi epilettiche, ma il lavoro attuale ha fornito una spiegazione più completa del processo.

Gli autori suggeriscono che il CBD ha il potenziale per interrompere il “circuito di feedback positivo” delle crisi epilettiche e della segnalazione LPI-GPR55. Questo potrebbe teoricamente spiegare perché le crisi epilettiche si ripetono. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per corroborare questa idea.

La presente indagine si è concentrata sul cannabinoide di origine vegetale CBD, tuttavia gli autori sottolineano che l’LPI è coinvolto in un sistema di segnalazione che prevede l’inclusione di “endocannabinoidi” come il 2-arachidonoilglicerolo (2-AG), nativo dei tessuti umani. I recettori attivati da LPI e 2-AG sono influenzati anche dal CBD, ma hanno effetti diversi sulla sinapsi.

L’inibitore del lipido-fosfato (LPI) aumenta l’intensità degli impulsi elettrici che arrivano al cervello, mentre gli endocannabinoidi come il 2-AG reagiscono all’aumento dell’attività cerebrale frenando la scarica di neurotrasmettitori dalle cellule nervose. È interessante notare che i catalizzatori possono trasmutare l’LPI e il 2-AG l’uno nell’altro.

Evan Rosenberg, dottore di ricerca, borsista post-dottorato nel laboratorio di Tsein, ha suggerito che il cervello potrebbe teoricamente regolare l’attività alternando gli effetti pro-eccitatori dell’LPI a quelli ristorativi del 2-AG.

Questa notizia riguarda la neurofarmacologia e la ricerca sull’epilessia.

L’Ufficio Stampa della NYU ha i dettagli di contatto e l’immagine utilizzata è accreditata a Tsien et al, pubblicata da Cell Press.

Analisi: Accessibile a tutti.

Richard Tsien e altri hanno condotto una ricerca che ha dimostrato come “il cannabidiolo altera l’equilibrio eccitatorio-inibitorio per ridurre l’iperattività dell’ippocampo“, pubblicata su Neuron.

Punti degni di nota della ricerca

  • L’LPI, un attivatore GPR55, gestisce il rapporto tra eccitazione e inibizione nell’ippocampo.
  • Indebolisce l’inibizione postsinaptica diffondendo gli ammassi di γ2 e gefirina.
  • Le crisi acute aumentano i livelli di GPR55 e LPI, formando un circolo vizioso di feedback positivo.
  • Il CBD smorza l’eccitabilità e l’aumento del rapporto E-I, contrastando di conseguenza le crisi ricorrenti.

Marco Cinofilini

Proprietario di un’erboristeria e sostenitore del CBD come rimedio naturale per trattare diverse condizioni di salute.

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